Architetture religiose a Carpignano Salentino

CRIPTA BIZANTINA DI SANTA CRISTINA (secc. IX-XI)
La cripta di Santa Cristina o della Madonna delle Grazie, rappresenta la prima testimonianza della presenza del rito greco bizantino in Carpignano ed è anche uno dei più antichi luoghi di culto pugliesi. Interamente scavata nella roccia calcarenitica, la cripta risalente al I X secolo, costituisce un importante esempio dell’arte bizantina del Salento e conserva gli affreschi più antichi dell’Italia Meridionale, firmati e dadati.
La denominazione oggi comunemente e definitivamente accolta dagli studi è Cripta di Santa Cristina; la Santa è infatti la patrona indiscussa, in quanto è raffigurata per almeno sette volte. La denominazione di Cripta delle Sante Marina e Cristina, voluta dai primi studiosi, è completamente superata, poiché le due immagini bizantine attribuite a Marina si sono rivelate essere di Cristina e di un arcangelo. La denominazione ufficiale di Chiesa della Madonna delle Grazie, susseguente alla ridedicazione latina della cripta alla Vergine (presumibilmente alla fine del Quattrocento) sopravvive più che altro nella toponomastica locale.
L’attuale aspetto della cripta è quello prodotto dalla ristrutturazione settecentesca, che ne ha modificato profondamente la struttura, ma ha fortunatamente conservato buona parte degli affreschi. L’ambiente attualmente si presenta diviso in due sezioni, una più grande, che è la chiesa-cripta vera e propria, l’altra più ristretta, il cosiddetto endonartece, una sorta di vestibolo interno, destinato ai catecumeni e ad usi cimiteriali. Nella sezione più grande, l’unico pilastro tufaceo superstite segna la divisione tra la zona sacra, detta in greco vima, da quella destinata ai fedeli, il naos.
Entrando nell’ambiente più piccolo, dedicato secondo la tradizione a Santa Marina, si trova, di fronte alle scale d’ingresso, un altare settecentesco intitolato alla Madonna delle Grazie, nella cui nicchia ovale si conserva un affresco della Vergine col Bambino; si tratta di un’opera bizantina ritoccata più volte nel corso dei secoli. Accanto, un arcosolio affrescato sul fondo con una piccola figura di Santa Cristina. Sulla parete laterale sono i resti affrescati di San Biagio e di sant’Antonio abate, mentre nella parte terminale della stessa parete, a sinistra della scala d’accesso, è rappresentata una figura femminile, della quale è leggibile solo il volto, identificata come Santa Marina, guaritrice dell’itterizia.
Nell’ambiente maggiore, dedicato a Santa Cristina, sulla parete triabsidata, sono affrescati i gruppi di figure più famosi della cripta, comunemente chiamati gruppo di Teofilatto e gruppo di Eustazio, dai nomi dei pittori che li dipinsero. Il gruppo del pittore Teofilatto, posto nell’abside principale, risale al 959 d.C., come si deduce dalla lunga dedicazione, ed è costituito da un Cristo Pantocratore, affrescato al centro della scena dell’Annunciazione. Nell’absidiola sinistra, invece, il gruppo di affreschi del pittore Eustazio rappresenta un Cristo in trono, avente sul lato sinistro una Vergine col Bambino, e sul lato destro resti di due figure indecifrabili. Tale composizione, come conferma la data dell’iscrizione, risale al 1020. Sul lato nord, di fronte alla scala, appaiono due immagini di Santa Cristina. La prima, più piccola, è in migliore stato conservativo e risale probabilmente al XII secolo, la seconda, quasi del tutto scomparsa, è dipinta su uno strato di intonaco inferiore e potrebbe rappresentare l’affresco più antico della cripta. Sul lato sud, a destra delle scale, vi è un’altra immagine di Santa Cristina, databile intorno al XV secolo. Sulle pareti successive ad angolo, si notano una serie di figure di santi e iscrizioni, mentre sull’unico pilastro originale, affrescato sul lato ovest, è visibile un trittico di santi: San Nicola al centro, San Teodoro a destra e Santa Cristina a sinistra.


CHIESA MATRICE ASSUNZIONE MARIA VERGINE (rifacimento sec. XVII su edificio di fine sec. XV)
Situata nel cuore di Carpignano Salentino, la chiesa Madre è dedicata a Maria SS. Assunta. Fu ricostruita nel XVII secolo su una costruzione quattrocentesca di modeste dimensioni.
Presenta un elegante prospetto in pietra leccese, movimentato da lisce paraste e caratterizzato da un’ampia scalinata dalla quale si accede nell’edificio.
All’interno sono custodite pregevoli opere settecentesche e suntuosi altari barocchi.
Databili al Cinquecento e al Seicento sono alcune tele ad olio provenienti dall’antica struttura.


CAPPELLA DELL’IMMACOLATA (sec. XVIII)
La Cappella dell’Immacolata fu costruita verso la fine del XVIII secolo dalla locale famiglia Spiri. L’interno, ad aula unica, presenta lungo il perimetro dell’edificio, gli scanni in legno per i confratelli. Pregevole è l’altare dedicato alla Vergine.


SANTUARIO MADONNA DELLA GROTTA (sec. XVI)
Il Santuario venne edificato nel XVI secolo come ricorda una iscrizione sulla facciata della chiesa “1575”. Sorge sui resti della cripta bizantina dedicata a san Giovanni Battista.
Secondo la tradizione il 2 luglio 1568, un cieco, per ripararsi da un violento temporale, si rifugiò in una grotta abbandonata. Mentre pregava, si addormentò ed avvenne il miracolo dell’apparizione della Vergine, la quale chiese di edificare in quel luogo una chiesa. Inoltre nella grotta fu rinvenuto un dipinto della Madonna.
L’edificio sacro presenta al suo interno la cripta in cui è custodito il dipinto ritrovato nel 1568.
Lungo le pareti del transetto, di notevole valore artistico sono gli affreschi di fine Cinquecento raffiguranti alcuni santi. Inoltre sono conservate diverse tele, fra cui si distinguono quelle dei Santi Pietro e Paolo e quella raffigurante la Vergine del Purgatorio, opera di Ippolito Borghese, datata 1601.


CHIESA DI SANTA MARINA DI STIGLIANO
A Santa Marina è dedicata una chiesa bizantina che sorge esattamente sui resti di Stigliano (a circa 3 chilometri dal centro abitato), antico casale del periodo bizantino distrutto dai turchi e appartenuto, tra gli altri, ai marchesi Granafei, già titolari del feudo di Sternatia.
La chiesa è legata tradizionalmente alla frazione di Serrano.
Realizzata nel 1762 insieme ad un complesso masserizio, fu voluta dal barone Domenico Salzedo.
Sorge sui resti di una cripta bizantina a pianta quadrangolare sulle cui pareti rimangono deboli tracce di affreschi tra le quali si può distinguere una Madonna col Bambino e un’immagine di Santa Marina. La chiesa, a croce greca, presenta tre altari dedicati alla titolare e ai santi San Nicola ed Eligio.